Rose / Recensione

Salve a tutti!
Nonostante il periodo molto impegnato a causa della sessione estiva che sembra non finire mai, eccomi qui con una nuova recensione. Oggi vi parlerò di Rose, una graphic novel edita dalla Tunué, disegnata da Valérie Vernay e sceneggiata da Émilie Alibert e Denis Lapière. Ci tengo a ringraziare La libreria di Yely per la fantastica organizzazione di questo Review Party e La collezionista di Fandom per la splendida grafica che vedete qui sopra. Ma ora, bando alle ciance, è arrivato il momento di cominciare.

Disclaimer
Come al solito, trattandosi di un Review Party, faccio le solite premesse. Dovendo scrivere la recensione in anticipo rispetto all’uscita, la casa editrice ci ha gentilmente fornito una copia in anteprima. Mi sembra inutile sottolineare che questo non abbia influito minimamente sul mio giudizio e che tutte le opinioni che troverete nella recensione qui di seguito siano totalmente farina del mio sacco. Ancora una volta, ringrazio la casa editrice per la disponibilità e La libreria di Yely per l’organizzazione del Review Party.

Dettagli dell’edizione
Titolo: Rose
Autore: Valérie Vernay (illustrazioni), Émilie Alibert (testi), Denis Lapière (storia e testi)
Traduttore: Stefano Andrea Cresti
Casa editrice: Tunué
Data di pubblicazione: 2 luglio 2020
Pagine: 144
Prezzo di copertina: 17,50€

Trama, come riportata sul sito della Tunué
Rose è una ragazza di ventun anni dal carattere solitario, che vive cercando di non dare nell’occhio, ma nasconde un grosso segreto: fin dalla nascita, ha il potere di staccarsi dal proprio corpo fisico e vagare in forma di spirito, non vista. Lei non ne ha mai parlato ad anima viva e ha sempre considerato questa sua caratteristica una cosa negativa, tanto da definirla “la sua malattia”.

Quando suo padre, detective privato, nelle prime pagine viene trovato morto, tutto cambia e Rose decide di cercare il responsabile e forse finalmente questo suo maledetto dono le potrà tornare utile. Inizia un’investigazione che la porterà progressivamente sempre più vicina alla verità, in un graphic novel pieno di mistero, romanticismo e colpi di scena.

Il mio rating: 3 stelline su 5

Recensione
È ormai la terza graphic novel edita Tunué che leggo e purtroppo è quella che mi è piaciuta di meno, nonostante il mystery sia il mio genere preferito, o forse proprio per questo. Non ho riscontrato problemi eclatanti, ma ci sono state delle cose che non mi hanno convinta fino in fondo.

Direi però di partire dagli aspetti positivi, che anche in questo caso — come mi succede spesso con le graphic novel — sono principalmente i disegni e i colori.

Lo stile dell’illustratrice è al tempo stesso semplice, ma ricco di particolari. I personaggi, per quanto non siano assolutamente iper realistici, riescono comunque ad avere una grande espressività in ogni tavola, in particolare la protagonista e i suoi amici fantasmi. Anche nelle tavole in cui la stilizzazione è maggiore e mancano magari tratti come la bocca, Rose riesce sempre a trasmettere le emozioni che sta provando in quel momento. Non è cosa da poco, perché molto spesso nelle illustrazioni a cartoon un po’ si perde l’emotività dei personaggi. 

Un altro aspetto che mi ha affascinata molto è stata la rappresentazione degli spazi, sia interni che esterni. Entrambi riflettevano di volta in volta gli stati d’animo della protagonista e l’atmosfera generale della storia. Gli esterni in particolare mi sono piaciuti molto, perché senza andare a cozzare con lo stile di disegno dei personaggi restituiscono perfettamente le ambientazioni francesi. Come mi è già successo leggendo Momo, mi è venuta una grande nostalgia della Francia e dei suoi paesaggi.

Ho apprezzato particolarmente anche lo stile con cui è colorata questa graphic novel (purtroppo non me ne intendo e non saprei definire che tipo di stile è, ma vi lascio un’immagine per farvi capire un po’) e le tinte scelte di volta in volta. 

Molto belle sia le tavole totalmente a colori che quelle quasi completamente in bianco e nero; infatti, quando Rose si “stacca” da se stessa, il mondo intorno a lei perde i suoi colori e la nostra protagonista è l’unico elemento a colori della pagina. I tre fantasmi che incontra Rose quando entra in questo stato di “trance” appaiono quindi in bianco e nero e ho trovato la scelta del loro design perfettamente in linea con l’assenza di colori. Ognuno con una sua particolarità, i tre nuovi amici di Rose sembrano usciti da un film in bianco e nero del passato, soprattutto Wanda, che è anche il mio personaggio preferito.

Grafica a parte, ho trovato interessante la caratterizzazione di alcuni personaggi, nello specifico Wanda e Rose. Essendo una graphic novel molto corta e inizialmente divisa in tre fascicoletti da circa quaranta pagine l’uno, capisco la scelta di concentrarsi sulla caratterizzazione di alcuni personaggi in particolare, tralasciando quella degli altri, però mi è dispiaciuto che il villain della storia sembrasse proprio scialbo. Mentre Rose e Wanda hanno delle personalità abbastanza definite, che possono piacere o non piacere (a me Rose sta antipatica), il villain che non nomineremo per non fare spoiler, mi è sembrato molto affrettato.

Passiamo dunque alle altre note dolenti. Il mistero è veramente semplice e si capisce fin da subito chi sia l’assassino. Generalmente, capire prima chi è l’assassino non mi dà fastidio, specialmente se si tratta di graphic novel, se poi viene spiegato in modo approfondito il movente dietro le sue azioni. 

In questo caso, purtroppo, il movente c’è, ma viene buttato lì in modo superficiale, quando in realtà di per sé sarebbe stato molto interessante. Non posso scendere nei dettagli, sempre per evitare di fare spoiler, ma mi sarebbe piaciuto molto se ci fossero state più vittime e fosse stata analizzata leggermente di più la psicologia del personaggio. 

Come ho già detto, capisco che si tratti di una graphic novel e non di un tomone di mille pagine e soprattutto che sia dal punto di vista di Rose, principalmente, ma ho trovato la risoluzione troppo affrettata e per niente carica di pathos.

In generale non è un brutto mistero, anzi è un’idea abbastanza affascinante, ma purtroppo non è stata sviluppata abbastanza da farmi dire wow. Ammetto, comunque, che in quanto grande appassionata di mystery in tutte le sue forme e lettrice accanita di gialli dalla tenera età di sei anni, i miei standard sono altini.

Consultandomi con altre persone (ciao, Juls, parlo di te), mi sono trovata a concordare sul fatto che forse questa storia sarebbe riuscita meglio se fosse stata un libro, piuttosto che una graphic novel. O ancora meglio, aggiungo io, una serie tv, perché ha un forte potenziale visivo che in un libro sarebbe andato perso.

Comunque sia, non è una brutta graphic novel e se non siete alla ricerca di misteri approfonditi e psicologie analizzate a fondo, rimane una valida scelta. Se magari state cercando di iniziare di approcciarvi al genere e i classici come Agatha Christie o Sherlock Holmes vi spaventano, potete iniziare da questa graphic novel. 

Anche per oggi è tutto, andate in pace e noi ci sentiamo presto!

2 thoughts on “Rose / Recensione

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